Arcangelo Michele e l'uomo


 Se pensiamo che si sia formata nell' anima dell'uomo una grande fiducia in qualcosa di spirituale, se pensiamo che egli possa reggersi saldo come una roccia a qualcosa di spiritualmente vincente che lo ha penetrato, che possa tenersi talmente saldo da non lasciare la presa neppure quando il mondo esteriore ne parli tanto sfavorevolmente, se pensiamo tutto ciò, abbiamo un'immagine della forza di Michele, di quel che Michele vuole veramente dall'uomo. Soltanto allora si ha una visione di cosa sia la grande fiducia nello spirito. Si può rinviare un qualsiasi impulso spirituale, rinviarlo persino per l'intera incarnazione, ma quando lo si è accolto, non si può mai mancare di custodirlo e curarlo nel proprio intimo. Soltanto allora lo si può serbare per le incarnazioni successive. Quando la fiducia nell'elemento spirituale crea in questo modo una condizione animica, per cui si giunge a sentire questo elemento tanto reale quanto il terreno sotto i nostri piedi, allora sentiamo nell' anima ciò che Michele vuole in effetti da noi. Tutti ammetteremo senza dubbio che nel corso degli ultimi anni, anzi dell'ultimo millennio dell'umanità, moltissima di questa fiducia attiva nello spirito è andata scomparendo a tal punto che oggi, per la maggior parte degli uomini, svilupparla non è una questione vitale. Questo però doveva accadere. Che cosa dico con ciò veramente? Dico che in fondo l'uomo s'è bruciato il ponte alle spalle verso la forza di Michele. Nel frattempo però molto è accaduto nel mondo. L' uomo ha in certo qual modo rinnegato la forza di Michele; il materialismo rigido e severo del secolo XIX è in effetti un rinnegamento della forza di Michele. Ma nella sfera dell'obiettività, nella spiritualità esteriore, la forza di Michele ha vinto, ha vinto proprio nell' ultimo terzo del secolo XIX. Quel che il drago voleva conseguire con l'evoluzione umana, non verrà conseguito. L' altra cosa grande che sta oggi di fronte all' anima umana, è che l'uomo dovrà partecipare per propria libera decisione alla vittoria di Michele sul drago. Ciò fa sì che l'uomo trovi realmente la possibilità di uscire dalla passività nel suo rapporto con l'elemento spirituale, nella quale oggi è immerso in molte circostanze, e che pervenga a un rapporto attivo con lo spirito. Le forze di Michele non possono essere conquistate con una qualsiasi forma di passività. Le forze di Michele possono essere conquistate soltanto se l'uomo, con volontà colma di amore, diventa uno strumento delle forze divino-spirituali. Le forze di Michele non vogliono infatti che l'uomo le supplichi, ma che si unisca a loro, e l'uomo può farlo se accoglie con energia interiore gli insegnamenti del mondo spirituale.

Rudolf Steiner da L' Antroposofia e il sentire dell' anima umana.

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